Atleta del mese Dicembre 2019

Caro ALDO sei stato votato come atleta del mese di DICEMBRE 2019. Ti chiedo di rispondere alle domande di questa piccola intervista.

Da quanto tempo pratichi il podismo?

Quando ero ragazzo il mio sport principale era il ciclismo, ma correvo di tanto in tanto anche a quei tempi. Adesso, abbandonati gli sport di squadra, e andando solo saltuariamente in bici, la corsa è il mio sport preferito.

 

E’ importante lo sport nella tua vita?

Non riesco ad immaginarmi come potrei farne a meno… ormai è talmente parte del mio essere che non posso rimanere fermo per lungo tempo. Mi dà carica ed equilibrio, mi aiuta a scaricare tutte le tensioni che si accumulano nella vita quotidiana. A volte colleghi ed amici, quando parlo loro delle mie corse, mi chiedono: “ma non sei stanco?” No, la corsa mi rigenera, mi dà l’energia necessaria a fare tutte le altre cose nel modo migliore.

 

Che mestiere fai?

Sono ingegnere, lavoro alla Bonatti una impresa che costruisce impianti industriali.

 

Quante volte riesci ad allenarti durante la settimana?

Ovviamente dipende dai periodi, dagli impegni e dal lavoro. Diciamo in media tre volte la settimana. A volte mi capita di fare viaggi di lavoro che si prolungano per qualche settimana: la prima cosa che metto in valigia sono le scarpe da corsa, la maglietta ed i pantaloncini. Se non riesco ad uscire a correre vado comunque in palestra a fare un po’ di tapis roulant. L’ho detto, non riesco a stare fermo per lungo tempo…

 

Qual è la gara più bella che hai corso?

Come sapete io non faccio trasferte lontano, sono legato alle gare di casa, nel nostro territorio. A tutte queste sono affezionato. Parlo delle Terre Verdiane, la maratona di Reggio, la maratona di Parma e l’ultra K di Salso. Se devo citare una gara in particolare che mi è rimasta nel cuore è l’Ecomaratona del Ventasso. L’ho fatta nel 2018, una gara emozionante, in un contesto ambientale favoloso. Però sono arrivato distrutto: 2500 metri di dislivello…

 

E quale quella che vorresti correre?

Il mio sogno nel cassetto è la 100km del Passatore. Mi spaventa un po’, ma allo stesso tempo sento che prima o poi ci proverò.

 

Cosa ti ha spinto ad essere parte della squadra del Torrile?

Credo che le emozioni e il divertimento della corsa siano dei sentimenti che vanno condivisi, per me essere parte di una squadra serve a questo… e poi il Torrilerunning è un vulcano di idee e iniziative.

 

Cosa pensi di aver portato e cosa vorresti portare all’interno della squadra?

Vorrei essere di esempio per insegnare ad amare lo sport. Secondo me lo sport è una forma di amore per sé stessi e tutti ci dobbiamo amare. Vorrei anche partecipare di più alle iniziative e alle fasi organizzative della squadra, purtroppo spesso i vari impegni non mi consentono di dedicare molto tempo alla squadra.

 

Cosa ti piace di più del Torrile e cosa invece vorresti modificare?

Mi piace tutto del Torrile, le varie iniziative, lo spirito goliardico che permea la squadra che serve a non dimenticare mai che noi facciamo sport per un unico fine: divertimento! Mi manca un po’ la Diecimiglia di Maria Luigia, spero che un giorno torneremo ad organizzarla.

 

A quale dei tuoi compagni di squadra sei più legato?

A quelli che fanno le mie stesse gare e che incontro in quelle occasioni.

 

Hai un sogno sportivo nel cassetto?

Fare una maratona con i miei figli, magari un giorno si avvererà…

 

Qual è il tuo prossimo obiettivo importante?

Il prossimo anno voglio rifare a luglio l’Ecomaratona del Ventasso, per la 100km del Passatore ci sto pensando…

 

Partecipare alle gare ti emoziona?

Ci sono dei momenti speciali in ogni gara. Faccio un esempio: alla maratona di Reggio prima della partenza si canta l’inno d’Italia. Per me è un momento emozionante. Oppure quando all’Ultra k di Salso si scollina dopo il Valico di Sant’Antonio, si vede tutta la vallata a perdita d’occhio.

 

Quali sono i tuoi personali sui 10km, mezza e maratona?

Confesso che non ho mai fatto una gara sui 10km. Nella mezza 1h35’ e nella maratona 3h22’.

 

Fatti una domanda e datti una risposta.

Perché soffrire andando a correre, non si sta meglio sul divano davanti alla tv?

Perché correre mi piace, mi sento in armonia con me stesso, mi diverto. La sofferenza correndo è una scelta, ma non supera mai l’emozione ed il divertimento.

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